sabato 23 aprile 2016

Esiste o non esiste il senso della vita?


Esiste o non esiste il senso della vita?

Con questo pensiero in testa ho cercato di "analizzare", se così si può dire, le persone che mi circondano. Ho cercato di immedesimarmi in loro, di interpretarne i pensieri, le parole, i gesti, i desideri, insomma guardandomi attorno. Ho cercato di capire, senza chiedere, il loro senso della vita per meglio focalizzare il mio. Dopo qualche attenta riflessione, ero arrivato alla conclusione che tutti noi abbiamo la stessa visione della vita. Tutti cerchiamo, seppur inconsciamente, nel bagaglio collettivo delle esperienze il nostro senso della vita. Se osserviamo gli animali, o qualsiasi vegetale, noteremo che il loro senso della vita è solo riprodursi e sopravvivere, non si chiedono il perché (almeno credo), sanno che quello è il loro compito e sono disposti al sacrificio della loro vita pur di assolverlo.
Questo valeva anche per noi esseri umani. Per millenni abbiamo assecondato la natura e quell'incomprensibile istinto di riproduzione senza chiederci il perché. Per assicurarci la sopravvivenza della nostra specie non abbiamo esitato a diventare carnivori e uccidere madre natura. Abbiamo considerato infatti diversi anche quelli della nostra stessa specie, scatenando guerre di conquiste solo per assicurare una comoda esistenza e un futuro sicuro e comodo alla nostra specie, prendendo il sopravvento sulle altre specie, usando la nostra superiorità intellettuale.
Ancora oggi molte persone, per qualsiasi ragione tipo la responsabilità genitoriale egoistica, perché anche se e giusto crescere e dare un futuro ai propri geni, è sempre un atto egoistico per il semplice motivo che sono i nostri, chiediamoci perché si dovrebbe farlo se non erano nostri? Ma anche se fosse il contrario o no, comunque sia sacrificano la loro vita rinunciando a svaghi e comodità per lasciare qualcosa in più ai loro figli, e se farebbe il contrario, sarebbe lo stesso un comportamento insensato ed egoista, tralasciando anche il senso emotivo dell'irresponsabilità morale, a volte obbligatoria dalla istituzione. Si ottiene in tutte i due casi, solo è sempre un piacere morale relativo.
Oggi la globalizzazione ha sradicato queste certezze, l'aumento della popolazione mondiale ci fa cadere sul sempre più nel nostro obblio, per l'aumento delle industrie e del consumo, ha modificato millenni di esperienze collettive. Ha confuso realtà diverse. Ha generato velocemente nuove concezioni di vita. Ha scombussolato le nostre credenze, la nostra fede e il nostro senso della vita.
Riprodursi diventa sempre più una cosa astratta e il sesso, una volta circoscritto alla coppia e represso in tutte le altre forme, si è diviso e suddiviso in svariate esibizioni, deviazioni e superficialità che mi rimane difficile parlarne. Il fine originario della riproduzione è stato sostituito dal solo semplice sintomo della debolezza della carne.
Sarà un bene o sarà un male questo non saprei dirlo, anche se il concetto dualistico del bene e del male sono solo rappresentazioni soggettive. So solo che tanta confusione non aiuta certamente la specie e anche se la scienza oggi e in grado di far nascere altri esseri umani senza il nostro intervento, la vita su questa terra si sta lentamente avviando alla sua fine.

Abbiamo perso il senso della vita? Abbiamo smarrito la strada maestra? Abbiamo inquinato il nostro bagaglio collettivo delle esperienze? Abbiamo confuso il senso della vita con il senso delle cose della vita?


Il 30% dei casi di depressione si manifestano quando la gente si rende conto che la loro vita non ha più senso. Così lo dichiarano esperti in logoterapia della scuola psicologica di psichiatria. “Il problema é che viviamo in un mondo nel quale è difficile trovare un senso alla vita, in primo luogo perché la scuola, la famiglia e la società stessa non ci hanno insegnato a cercarlo”. 
Ma quali sono i modelli vincenti di oggi: credere nei propri valori, ma alla fine si sa che tutto gira intorno al Dio denaro e al sesso.
In anni passati, la ribellione giovanile e stata una forma di opposizione a questo modello. Poi, il Dio denaro, il Dio ambizione e il Dio tecnologico, hanno preso il sopravvento e, seppur ancora oggi molti giovani contestano ogni cosa, anche loro non possono più vivere senza le nuove comodità tecnologiche.
I riferimenti che giornalmente ci propinano fino alla nausea e che inconsciamente finiamo per imitare, sono quelli della televisione. I genitori e i docenti non sono più in grado di competere con mente TV, non sono più in grado di riaffermare il loro ruolo, di insegnare ai ragazzi la differenza fra ciò che è valore e ciò che non lo é, tra ciò che e giusto e ciò che non lo e. Valori come famiglia, pudore, rispetto ,onestà, cordialità stanno molto velocemente scomparendo, sostituiti da altri valori menefreghismo, indifferenza, avarizia, malizia, prepotenza e chi più ne ha più ne metta.
Ci siamo assuefatti alla violenza, agli abusi, alle prepotenze, alle ingiustizie, al menefreghismo generale. Non siamo neanche più sempre solidali nel dolore altrui se non nostro.

Che valore diamo oggi al proprio senso della vita?

Così, malgrado abbia passato buona parte a riflettere sulla ricerca del senso della vita, e non avendo mai trovato una giusta risposta, mi consolavo dicendomi:
"Come può un essere come me capire il senso della vita, sono solo un numero fra tanti". Così mi rassegnavo alla mia limitata capacità di capire cose più grandi di me solo avvalendomi dei miei 5 sensi e le informazioni in merito. Finché un giorno, non scomparì mia sorella per tumore.
Normalmente in questi momenti non si ha tempo per riflettere, siamo preoccupati per noi o per i nostri cari che andiamo a visitare, non guardiamo mai oltre, non consideriamo che quei posti sono un concentrato di dolore, di morte, di disperazione, di speranza e di nuova vita. Ebbene quel giorno ho avvertito tutto questo, ho percepito un grido di dolore indicibile, una parte di mondo che si dispera mentre un'altra parte si diverte per futili motivi. E mi viene da chiedere da cosa ci dovrebbe salvare Dio? Se proprio noi poi abbiamo creato il Dio proprio per dare quel senso ad un senso che non ce, una spiegazione dopo la morte?, un accenno della creazione dell’ universo? o addirittura cercare Dio solo nel momento del nostro più totale buio quandi siamo all'orlo?.
Oggi non rifletto più di tanto sulla ricerca del senso della vita. La vita è atea, e troppo in mano al Diavolo se cosi si  può dire. Bisognerebbe forse solo distrarsi.
Niente favole, metto solo una virgola a tutto. Forse in alcuni contesti e giusto che non si sappia più del dovuto.

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a cura di Salvatore Cimiotta | © Diritti Riservati.